La democrazia e dintorni

Ci sono persone che pensano che la democrazia sia un sistema poco corretto, che non tolga di mezzo le imperfezioni del mondo, così come invece dovrebbe fare un sistema di governo. Altrimenti, per quale motivo uno pagherebbe le tasse? Perché ha dei soldi da spendere? Di certo chi ha dei soldi fa di tutto per tenerseli. E per non darli a nessuno al di fuori di se stesso. Niente di non umano, in questo comportamento.

Ciò che invece ha del poco umano, oltre che del poco intelligente, è pensare di far resuscitare figure della storia, come Hitler o Stalin o Mussolini, perché la democrazia ha fallito nel suo compito di creare ordine nel disordine organico della vita degli uomini. Se tutti facessero qualcosa di utile solo a se stessi, di certo non si capirebbe più come comportarsi ogni giorno. Quelle figure hanno fatto del potere qualcosa di abusato, in nome di un ordine che non ha nulla di condiviso, dall’inizio alla fine del progetto d’ordine.

È come avere a che fare con un rappresentante, il quale ti racconta quello che è utile al suo scopo: vendere. È capace perfino di inscenare teatrini di sconti o di trattamenti facilitati, pur di farti acquistare quello che lui vuole. Ma durante questo spettacolo affascinante per la sua articolazione al limite della perfezione, si può perdere il lume della ragione, perché accompagnati dolcemente ad un risultato che è tutto tranne quello che si era presupposto fin dall’inizio. Serve poi una fatica immane per ricreare una consequenzialità a quello che c’era prima di quella irruzione.

La democrazia, anche con tutte le sue imperfezioni, è un sistema che funziona, magari con un poco di fatica. Non si può dire che non esistono i soddisfatti della democrazia, perché esistono ma stanno in silenzio: hanno capito che il sistema ha bisogno della moderazione, non dell’esibizionismo. E gli insoddisfatti? Magari quelli scalpitano, come farebbe chiunque, ma alla fine capiscono che la democrazia è un sistema che più delle critiche ha bisogno dei miglioramenti, che possono nascere dal basso, dalle azioni quotidiane. Le stesse che i signori famosi per l’ordine, sopra citati, odiano per la loro spontaneità e semplicità spiazzante. Quelle figure sono, e devono rimanere, un ricordo da cui imparare che certe cose non sono da ripetere.

5 Risposte a “La democrazia e dintorni”

  1. jp Dice:

    Ciao!

    Sarà che con la vecchiaia un senso di totale disillusione avanza imperterrito dentro di me, ma continuo a ritenere utopico il concetto stesso di democrazia.

    Per come l’uomo “è fatto”, ci sarà sempre qualcuno troppo “astuto” per imporre il suo punto di vista (e tanto più è astuto, tanta meno forza gli serve).

    In altri termini: homo homini lupus.

    Detto questo non sono così pessimista sul fatto che prima o poi fra la/dalla feccia emergerà gente (rigorosamente > 1) in grado di far qualcosa di buono per tutti. Lo so, i cavalieri bianchi esistono solo nelle fiabe, eppure continuo a sperarci e crederci. :P

    Quanto all’Italia, cosa ci distingue concretamente da una (seppur velata) oligarchia? Per me troppo poco per qualcosa che pomposamente si autodefinisce “democrazia”… -.-’

    Ciao!

    • ilprimopasso Dice:

      Io credo che oligarchia sia un termine molto forte. Ma il tuo commento mi ha fatto molto piacere.

      Matteo Baudone

  2. jp Dice:

    E’ forte perchè credo, anzi temo che sia così. Non è una provocazione. Non è il numero basso/alto di governanti a determinare cosa sia un’oligarchia e cosa no.

    Siamo una forma strana di oligarchia ricorsiva: 1000 persone che ricorsivamente hanno dei sottoposti e che, causa legge elettorale, sono sotto il controllo di un numero limitato di persone (segretari di partito, che scelgono le liste).

    Considera che io sono un informatico e per me n=1000 è un numero piccolo… Non mi faccio impressionare dal fatto che un’oligarchia “stile classico” forse è retto da un numero minore di persone… ^^

    Ciao e grazie a te per il post! ^^

  3. jp Dice:

    Nulla da obiettare: ognuna la vede alla sua maniera… :D

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