La democrazia e dintorni

24 Giugno 2009

Ci sono persone che pensano che la democrazia sia un sistema poco corretto, che non tolga di mezzo le imperfezioni del mondo, così come invece dovrebbe fare un sistema di governo. Altrimenti, per quale motivo uno pagherebbe le tasse? Perché ha dei soldi da spendere? Di certo chi ha dei soldi fa di tutto per tenerseli. E per non darli a nessuno al di fuori di se stesso. Niente di non umano, in questo comportamento.

Ciò che invece ha del poco umano, oltre che del poco intelligente, è pensare di far resuscitare figure della storia, come Hitler o Stalin o Mussolini, perché la democrazia ha fallito nel suo compito di creare ordine nel disordine organico della vita degli uomini. Se tutti facessero qualcosa di utile solo a se stessi, di certo non si capirebbe più come comportarsi ogni giorno. Quelle figure hanno fatto del potere qualcosa di abusato, in nome di un ordine che non ha nulla di condiviso, dall’inizio alla fine del progetto d’ordine.

È come avere a che fare con un rappresentante, il quale ti racconta quello che è utile al suo scopo: vendere. È capace perfino di inscenare teatrini di sconti o di trattamenti facilitati, pur di farti acquistare quello che lui vuole. Ma durante questo spettacolo affascinante per la sua articolazione al limite della perfezione, si può perdere il lume della ragione, perché accompagnati dolcemente ad un risultato che è tutto tranne quello che si era presupposto fin dall’inizio. Serve poi una fatica immane per ricreare una consequenzialità a quello che c’era prima di quella irruzione.

La democrazia, anche con tutte le sue imperfezioni, è un sistema che funziona, magari con un poco di fatica. Non si può dire che non esistono i soddisfatti della democrazia, perché esistono ma stanno in silenzio: hanno capito che il sistema ha bisogno della moderazione, non dell’esibizionismo. E gli insoddisfatti? Magari quelli scalpitano, come farebbe chiunque, ma alla fine capiscono che la democrazia è un sistema che più delle critiche ha bisogno dei miglioramenti, che possono nascere dal basso, dalle azioni quotidiane. Le stesse che i signori famosi per l’ordine, sopra citati, odiano per la loro spontaneità e semplicità spiazzante. Quelle figure sono, e devono rimanere, un ricordo da cui imparare che certe cose non sono da ripetere.