Sul Corriere della Sera di oggi è pubblicata una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Niente di nuovo, di lettere indirizzate a lui sui giornali ne vengono pubblicate molte. E’ interessante però la firma di questa lettera, perchè è vergata da una mano che di storia del paese Italia ne ha passata e, nel suo piccolo, fatta molta: Francesco Cossiga. Il presidente emerito della Repubblica e attuale senatore a vita si è deciso a dedicare una lettera al premier in nome dell’amicizia che li lega da tanti anni. E in nome di questa amicizia ha voluto dare dei consigli su come affrontare la situazione delle scosse che stanno dando problemi molto gravi al premier Berlusconi.
Ecco cosa ha voluto dire di davvero interessante, a detta di chi scrive:
Lascia stare i complotti, e respingi anche l’odio che è un cattivo consigliere anche per chi ne è oggetto. Vendi Villa La Certosa, o meglio, regalala allo Stato o alla Regione Sarda: è indifendibile e ‘penetrabilissima’. Lascia anche Palazzo Grazioli, che ha ormai una fama equivoca e trasferisciti per il lavoro e per abitarvi a Palazzo Chigi. Non chiedere scusa a nessuno, salvo che ai tuoi figli, quelli almeno che hai in comune con Veronica. Non mi consta che gli altri due sciupafemmine come Kennedy e Clinton abbiano mai chiesto scusa al loro popolo…
Ecco invece cosa ha detto se, al contrario, il premier Berlusconi preferisce la guerra alla pace:
Vuoi invece fare la guerra? Allora vai in Parlamento: ma al Senato per carità! E non alla Camera, per correre il rischio di vederti togliere la parola o espulso dall’aula. Tieni un duro discorso sfidando l’opposizione fa presentare una mozione di approvazione delle tue dichiarazioni, poni la fiducia su di essa e, come ai gloriosi tempi della DC con in governo Fanfani, fatti votare contro dai tuoi impedendo coi voti la formazione di un altro governo, porta così il paese ad inevitabili nuove elezioni… Perchè la guerra è sempre meglio per te, per l’opposizione e per il Paese, di questo rotolarsi nella melma.
Questo ultimo consiglio, perfettamente corretto nelle procedure democratiche e nelle conseguenze che certe azioni possono portare, è davvero rischioso. Perchè non permette un semplice fatto: è ancora adatto, per il progresso del paese, tutto quel retaggio culturale e sociale tipico del berlusconismo? Forse al premier questo non interessa, oltre all’interesse di governare per i regolari cinque anni. Probabilmente si è arrivati ad un punto in cui essere berlusconiani non è più adatto al progresso del paese. Magari è il tempo per la nascita di una destra come l’aveva sempre descritta e scritta Montanelli, alla guida del paese. Berlusconi è oramai costretto a scegliere se continuare ad essere se stesso oppure continuare ad essere un leader politico.
Matteo Baudone







