Le elezioni e il gossip

7 Giugno 2009

Queste elezioni europee sono state caratterizzate da una curiosa campagna elettorale. E’ stata una guerra a colpi di foto. Tra aerei di stato utilizzati per scopi differenti dalla loro definizione primaria, corpi al sole in ville di privati che di questo termine, con le cariche che ricoprono, hanno molto poco, dichiarazioni fulminanti di personaggi politici influenti e ospitate televisive richieste a mezzo stampa, si è arrivati alla fine.

Nell’occasione che si chiude stasera alle 22, dopo essersi aperta alle 7, e che ieri è cominciata alle 15 e terminata alle 22, si è dato campo alla necessità di rinnovare non solo cariche interne al paese Italia, ma anche all’interno dell’Europa. E’ un esame per capire il senso di appartenenza politica che il paese possiede tanto alla maggioranza, rappresentata nel PDL, quanto nella frammentata opposizione di PD e IDV.

Si potrà capire molto l’andamento politico del paese osservando due situazioni che hanno avuto un forte rilievo a livello nazionale: le elezioni del sindaco di Firenze e le regioni del nord Italia. La prima situazione perchè si potrà saggiare la potenzialità della sinistra italiana, padrona di casa in precedenza, che vede opporsi ad essa una destra con forti motivazioni a priori e un capitale politico che gli deriva dal consenso, certificato dai sondaggi, posseduto dal leader del partito principale (forse principe?) dell’area politica in questione. La seconda situazione la si può denominare come il tagliando della leadership, perchè c’è all’interno di quell’area territoriale una lotta tra il PDL e la Lega, che si tolgono a vicenda con le unghie il consenso assai diffuso per l’area politica di destra.

Pensare che gli scandali fotografici abbiano avuto un supereffetto, che abbiano cioè creato una emorragia di consenso, è davvero difficile. Di certo hanno potuto certificare che da parte della destra c’è una tipologia di azione politica indefinita. O meglio che una definizione ce l’ha, ma la si può riassumere in una riga scarsa: l’importante è vincere. Anche la bistrattata giustizia “fa brodo” pur di salvarsi dalle situazioni più scabrose e indecenti.

Matteo Baudone