Donne come i bon bon, da distribuire ai bambini per accontentarli. Donne come oggettini da piazzare a mo di soprammobile. Donne prese dal quasi nulla politico e portate in auge per fare numero e vetrina. Ma le donne, di tutto questo, non si sentono schifate? Non hanno la chiara idea di essere un pezzo di legno messo a fare bella mostra delle loro parti intime?
Andiamo per ordine. Il presidente Berlusconi ha deciso di candidare delle donne prese dallo spettacolo e dai reality show, per rendere più appetibile il suo partito all’elettorato maschile. Magari anche a quello femminile, che si sente rappresentato ulteriormente nel proprio partito di riferimento. E non si è certo pensato di mandarle allo sbaraglio, queste donne.
Come il ministro Brunetta ha affermato nella tanto chiacchierata intervista a “L’era glaciale” da Daria Bignardi, ha tenuto un corso, dalle quantità di ore paragonabile ad un corso di tipo universitario, a queste persone probabili candidate. Si può quindi parlare di uno straccio di conoscenza di cosa significa essere un personaggio politico. Solo uno straccio, però. Quello che rende un politico tale è l’aver consumato le suole a diffondere una idea: quella del proprio partito. Non come un piazzista, ma come un membro della comunità che vuole convincere, con prove reali, della validità della propria visione del mondo.
Quello che rende tutta la questione una autentica farsa, è la idea che Berlusconi da di se in tutta la faccenda: un protettore di donne, quasi un magnaccia o un pappone, tanto per rendere la realtà dei termini, che bisogna ammettere essere molto forti. Invece di un capo di partito che si avvicenda alle elezioni con il massimo della forma e della serietà di se stesso, si mostra come un soggetto losco e di altri mondi, che non quello della politica. Speriamo che abbia la decenza di capire che la politica può essere riempita si di facce nuove, magari anche donne avvenenti. Ma che le si può trovare nelle università o nei circoli di partito periferici, in abbondanza.
Riporto gli articoli del Corriere della sera, de La repubblica e del web magazine di Farefuturo. Per completezza di fonti.
Matteo Baudone
Pubblicato da ilprimopasso 






