Il presidente Berlusconi, con una scelta che, a detta dell’articolo di Massimo Franco sul Corriere di oggi, ha spiazzato tutti, ha deciso di far svolgere il G8 a L’Aquila. E fin qui nulla di strano. La cosa molto interessante è il motivo che lo avrebbe spinto a farlo: far vedere ai capi di stato esteri lo stato della situazione dopo il terremoto.
Alcuni capi di stato, non tutti, avrebbero dato il loro assenso alla cosa, naturalmente dopo aver valutato la fattibilità e le condizioni di sicurezza minime che un evento simile richiede. Tra cui Obama che sembra aver dato la sua disponibilità, soltanto quella però, a che il G8 si possa svolgere a contatto diretto con il terremoto e i suoi protagonisti.
Ma perchè proprio questa svolta di Berlusconi? Non aveva detto lui che la situazione era sotto il totale controllo del Governo e che gli aiuti stranieri erano inutili? Non ha questo intento di cambiare location, dopo che alla Maddalena sono stati stanziati, e quindi presumibilmente spesi, molti soldi per abilitare la zona scelta allì’evento?
Berlusconi, adesso, sembra quel capitano della nave che vede i buchi nelle paratie prima ignorati. E chiede agli altri capitani delle navi di farsi prestare i marinai o i mezzi tecnici per ripararle, le falle. Ma non era meglio accettare fin da subito il fatto di essere insufficienti a se stessi per risolvere l’intera questione del terremoto, e dimostrare maggiore capacità di controllo con i propri concittadini, invece di fare gli autarchici?
Matteo Baudone







