Cosa scrive il web/2

21 Aprile 2009

Dal Corriere della Sera, un articolo di Marco Gasperetti sui detriti spaziali e la loro destinazione.

Ecco l’articolo.

Secondo quello che dice, è un bel passo avanti. La speranza è che non sia soltanto l’unico.

Matteo Baudone


Cosa scrive il web.

21 Aprile 2009

Segnalo un articolo di Beppe Severgnini dal Corriere di oggi, sulla polemica di Balotelli e dei cori razzisti.

Ecco l’articolo.

Non parla solo di quello. Ci vuole del talento per racchiudere tanti argomenti in un solo articolo…

Matteo Baudone


Il necessario indispensabile

21 Aprile 2009

Una sera, in un noto programma serale della televisione italiana, un notaio ha parlato di una citazione da un autore, che parla della indispensabilità delle persone al mondo. E secondo questa citazione il fatto sarebbe profondamente erroneo. La si può anche condividere. Ma la si può anche dirimere con un semplice esempio pubblicato sul Sole-24ore .

Sulla prima pagina, Ross Lovegrove, un designer, parla del fatto che il design non esiste. La frase in se è molto riduttiva, ma come mai attaccare, come si usa in gergo, un articolo con una affermazione del genere? Forse si vuole far pensare che quella cosa è inesistente? No. Infatti continua dicendo che il design, inteso come idea e cultura, è sconosciuto in alcune zone del mondo. Non che non esiste, ma che esiste in maniera variabile.

Infatti, in un articolo degli inserti dello stesso giornale, dedicato al design in occasione della fiera del mobile a Milano, Paola Bottelli, in poche ma intense righe, riesce a parlare dei designer tanto apprezzandoli quanto distruggendoli (consiglio la lettura perché davvero curioso, come articolo). Sarebbe illogico che un quotidiano facesse una specie di necrologio di una cosa quando in una delle sue sezioni ne parla ampiamente con immagini ed interviste.

Bisognerebbe in questo caso rimodulare la frase del programma televisivo, dicendo che esistono tempi e luoghi in cui le cose sono non indispensabili, ma ci sono anche tempi in cui queste cose lo diventano proprio per la loro aderenza ai tempi. Una sorta di necessità, indispensabilità a timer. E viene da citare un esempio dato da una uscita letteraria: l’ultimo libro di Montanelli . Viene molto difficile pensare che quello che una volta era il decano del giornalismo sia diventato un ricordo pallido. Magari era semplicemente arrivato il tempo di metterlo a dormire, con la coscienza che un giorno, magari non lontano, sarebbe ritornato vigoroso, con tutta la forza del suo pensiero.

Matteo Baudone