Cosa scrive il web

17 Aprile 2009

Un componimento segnalato da un blog. Ha una certa attualità.

Il riposo del guerriero.

Matteo Baudone


La ricostruzione frettolosa.

17 Aprile 2009

 

Il presidente Berlusconi ha voluto presenziare alla riapertura di una scuola in una tenda delle tendopoli (fatto che può far pensare alle tendopoli come un parcheggio per i terremotati). È un bel gesto, decisamente simbolico della volontà di ricominciare. E su questo non ci possono essere ulteriori discussioni.

Una cosa invece su cui si può decisamente discutere è una delle dichiarazioni, dello stesso Berlusconi, che non è affatto semplice apostrofare in poche battute. Bisogna fare alcuni passaggi. In questo articolo del Corriere della Sera ci sono le dichiarazioni specificate. Di cui qui riporto un piccolo pezzo: entro la fine dell’estate, le persone saranno nelle case.

Che cosa significa una affermazione del genere? Approssimativamente questo: il Governo si impegnerà a fare di tutto per ricostruire, o costruire ex novo, abitazioni per i terremotati. Da qui possono partire due obiezioni: che tipo di abitazioni e con quali mezzi. Sulla tipologia, si intende la qualità dell’immobile in se, la quale dipende dal tempo e dai materiali che vi vengono investiti. Sui mezzi, si parla degli uomini e della qualità dei materiali, che riguarda il prezzo di acquisto degli stessi.

Ma la cosa che fa più pensare chi sta scrivendo queste righe, è la persona che ha fatto una tale affermazione, con tutte le correlazioni che essa comporta. Non era Berlusconi il grande costruttore di Milano Due, colui che ha fatto di questa impresa un vanto del suo operare da imprenditore e di tutta la sua esperienza anche in qualità di politico? Sembrerebbe quasi assurdo che un soggetto con un tale trascorso, su cui ha costruito una carriera politica, si sia messo a fare dichiarazioni di tale contenuto. Sarebbe una contraddizione in termini.

Posto però che questo è soltanto un sospetto, e che il Presidente del Consiglio abbia magari voluto portare un briciolo di speranza agli afflitti dallo sciame sismico, in quanto rappresentante massimo del Governo italiano, non si può negare che abbia detto una cosa che non passa inosservata. Soprattutto in periodo elettorale. Viene difficile negare che, essendo incombente una tale occasione che un uomo di politica, quale lui è, non può sottovalutare, si sia voluto approfittare (ebbene si, approfittare) di una occasione pubblica, in questo caso tragica, per fare della propaganda.

Non lo voglio chiamare sciacallaggio, perché i veri sciacalli sono quelli che si approfittano della buona fede altrui per scopi bassi. Ma qualcosa che si trova tra quest’ultimo e l’approfittarsi, forse si.

Matteo Baudone