La differenza delle persone, al mondo, è chiara quanto l’acqua. Non altrettanto chiara è la spinta che porta le persone ad aggregarsi in gruppi di due o più persone. È unicamente la solitudine? Non credo.
Di solito, chi cerca qualcuno, lo cerca anche in una situazione che esula dalla solitudine iniziale dell’individuo nel mondo. Lo cerca perché vuole da lui qualcosa che solo l’altra persona possiede: capacità fisiche, aspetto esteriore, capacità intellettuali, ecc. Si tratta, ne più ne meno, di un gioco di ruolo in cui si tende ad avere sotto la propria risma di possibilità anche quella di caratteristiche o possessi di altri.
Ma come si svolge questo gioco? Contano molto due dimensioni, anzi tre: il tempo, lo spazio e la concatenazione degli eventi (che ingloba al suo interno spazio e tempo in quantità prestabilite ed indivisibili). Se si prendono in esame ognuna di queste caratteristiche si può conoscere lo svolgimento pratico del gioco.
Il tempo è quella dimensione che comporta lo svolgimento di quei periodi temporali in cui è possibile incrociare soggetti che altrove si possono non incontrare o si è vincolati a non incrociare. Lo spazio ha le stesse caratteristiche del tempo, soltanto più legato alla materialità dei luoghi di interazione: una stazione di un treno è più probabile come luogo di aggregazione di un ufficio o di un’aula di università. La concatenazione degli eventi comporta che il tempo e lo spazio si incrocino tra loro tanto da formare anche la condizione interattiva valida affinché due persone si incontrino tanto fisicamente che colloquialmente, possibilitate al dialogo.
Gioco curioso quello dell’amicizia; la cosa importante è non prenderla come una tecnica per conoscere gente, perché la concatenazione degli eventi è proprio il jolly che la rende unica e inclassificabile.
Matteo Baudone
P.S.:guardate le comunicazioni .
Pubblicato da ilprimopasso 






